Milano, 15 Giugno 2016
Razionale:
La Fibrillazione Atriale è l’aritmia più comunemente riscontrata nella pratica clinica quotidiana e ha una prevalenza di circa il 2%, crescente all’aumentare dell’età. La presenza di questa aritmia costituisce un importante fattore di rischio per gli eventi tromboembolici, in particolare per l»ictus che è 5 volte più frequente, oltre ad essere maggiormente disabilitante, nei soggetti con Fibrillazione Atriale rispetto a coloro che non hanno Fibrillazione Atriale.
Il carico clinico, economico e sociale di malattia dell’ictus è più elevato nei soggetti con Fibrillazione Atriale rispetto a coloro che non hanno Fibrillazione Atriale, in quanto gli ictus conseguenti a Fibrillazione Atriale sono maggiormente disabilitanti.
Una corretta gestione del paziente affetto da questa condizione richiede l»impiego di diverse terapie farmacologiche e l’interazione di differenti professionisti sanitari (clinici, farmacisti, farmacologi)

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